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Recensione · Uscita: 07/03/2024

Red, la recensione: quando l'adolescenza è letteralmente rossa e pelosa

Film americaniFilm d'animazioneFilm per famiglieCommedieFilm fantasyFilm per bambini

C'è un momento, nella vita di ogni ragazzino, in cui ci si sente stretti nella propria pelle. Red prende quel momento e lo avvolge in un'enorme, morbida pelliccia rossa. Il film di Domee Shi è chiassoso, caotico e irresistibile, e racconta con una sincerità rara quanto sia difficile essere allo stesso tempo la figlia perfetta e se stessi.

8,7/10
Voto
Red è una delle animazioni più coraggiose e toccanti degli ultimi anni: a tratti troppo rumorosa, ma esattamente quanto lo è una tredicenne.
Storia
8
Recitazione
9
Regia
9
Immagini
9
Musica e sonoro
8
Emozioni
9

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalTurning Red
Uscita in Italia07/03/2024
RegiaDomee Shi
CastRosalie Chiang, Sandra Oh, Ava Morse, Hyein Park, Maitreyi Ramakrishnan, Orion Lee
GenereFilm d'animazione, Film per famiglie, Commedie, Film fantasy
Durata100 min
PaeseFilm americani

Di cosa parla Red, senza spoiler?

La protagonista è Mei Lee, tredicenne sicura di sé, linguacciuta e piena di energia, che fa di tutto per essere agli occhi della madre una figlia perfetta e diligente. Intanto, però, arriva tutto ciò che quell'età porta con sé: nuove passioni, amicizie che all'improvviso contano più della famiglia e un corpo che sembra diventare ogni giorno un po' più estraneo.

Sua madre, Ming, è sempre presente. Ma proprio sempre. Lei lo chiama protezione, Mei invece, come qualsiasi adolescente, dopo un po' lo vive come un abbraccio che soffoca. E come se non bastasse, ecco la svolta: ogni volta che Mei si emoziona troppo, cosa che le succede praticamente in continuazione, si trasforma in un gigantesco panda rosso.

Questo è tutto ciò che conviene sapere prima. Gran parte del film nasce da questa idea semplice e geniale, e riesce a dire molte più cose di quanto ci si aspetterebbe.

Una metafora che finalmente nessuno aggira

Il cinema d'animazione tende a girare intorno all'adolescenza con prudenza, tenendosi a debita distanza. Red no. Qui la trasformazione in panda rosso è apertamente e dichiaratamente una metafora della pubertà: le esplosioni emotive improvvise, la vergogna, il bisogno di nascondere ciò che ti sta succedendo e la scoperta che non c'è un interruttore per spegnerlo.

È proprio questo che mi ha conquistato. Il film non fa la predica e non si spiega troppo: dice semplicemente che questa fase è imbarazzante, goffa e a volte ridicola, e che va benissimo così. Pochi film per famiglie osano avvicinarsi tanto al tema restando divertenti dall'inizio alla fine.

Altrettanto importante è l'altro livello del racconto: il rapporto tra madre e figlia. Ming non è cattiva né una caricatura, è un genitore che ama, ha paura e controlla, spesso tutto nello stesso momento. I passaggi più forti del film non sono le spettacolari scene col panda, ma quelli in cui le due semplicemente non si capiscono, pur desiderandolo con tutte le forze.

Rosalie Chiang e Sandra Oh: due voci, un vulcano

Rosalie Chiang, voce originale di Mei, fa un lavoro straordinario. La sua Mei è insieme irritante, adorabile, buffa e dolorosamente fragile, cioè proprio come una vera tredicenne. Nella sua voce c'è l'entusiasmo sopra le righe ma anche il crollo improvviso di quando scopri che il mondo non funziona come vorresti.

Sandra Oh nei panni di Ming è l'arma segreta del film. Chi l'ha vista nei suoi ruoli precedenti sa quanto sia brava con i personaggi tesi e intensi, e qui trasforma questa dote in una mania del controllo di una precisione spaventosa, avvolta nell'amore materno. Ridi di lei, e poi all'improvviso ti accorgi che da qualche parte stai sentendo i tuoi genitori.

Le amiche, cioè Miriam di Ava Morse, Abby di Hyein Park e Priya di Maitreyi Ramakrishnan, sono l'altra metà del cuore del film. Una piccola banda rumorosa, strampalata e lealissima, ed è una gioia rara vedere un'amicizia animata che non sia solo contorno per la protagonista. Accanto a loro troviamo Orion Lee nel ruolo di Jin Lee, Wai Ching Ho come voce della nonna e Tristan Allerick Chen nei panni di Tyler.

Domee Shi, una regista che sa dove fa male

Gli appassionati di animazione conoscono il nome di Domee Shi per Bao, il cortometraggio Pixar premiato con l'Oscar che raccontava, con una forza emotiva sorprendente, il legame tra una madre e il suo bambino. Con Red sviluppa lo stesso tema in un lungometraggio, e si sente che è una questione personale.

La regia è energica, quasi iperattiva. Le gag arrivano a raffica, le inquadrature sono piene di piccoli dettagli divertenti e i movimenti dei personaggi richiamano spesso lo stile elastico ed esagerato degli anime. Non piacerà a tutti, ma a me è piaciuto proprio per questo: il film ha l'aspetto di come si sente la testa di un adolescente. Su di giri, coloratissima, un po' caotica.

Quello che apprezzo davvero è che Shi non ha paura di rendere la sua protagonista a tratti antipatica. Mei sbaglia, è egoista, mente, e il film non si affretta ad assolverla. È questo a renderla credibile.

Dove inciampa il panda?

Non è un film perfetto, e non vuole nemmeno esserlo. Il rischio più grande sta proprio nel suo stile: il ritmo incessante, l'umorismo chiassoso e le tante urla possono stancare alla lunga, soprattutto gli spettatori adulti che preferiscono animazioni più pacate e malinconiche.

Anche il terzo atto punta più sullo spettacolo e sui grandi gesti che sulle emozioni sottili che funzionavano così bene nella prima metà. Non rovina l'esperienza, ma si avverte che a volte il volume prende il sopravvento sul cuore.

E c'è un'altra cosa: il film si concentra in modo esplicito su un'esperienza precisa, quella delle ragazze adolescenti. Per me è un pregio, ma è possibile che non tutti la sentano altrettanto vicina.

A chi si rivolge davvero questa favola?

Sulla carta è un film per famiglie, ma in realtà parla soprattutto a due generazioni: agli adolescenti che stanno vivendo tutto ciò che vive Mei e ai loro genitori, che stanno imparando a lasciarli andare. Se lo guardano insieme, può nascerne una bella chiacchierata.

Il tema, cioè i cambiamenti fisici ed emotivi dell'adolescenza, è pensato più per i ragazzi già grandicelli. Con i bambini più piccoli conviene guardarlo insieme e parlarne dopo.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Inside Out (2015), Luca (2021), Encanto (2021), I Mitchell contro le macchine (2021)

Domande frequenti

Di cosa parla Red?

Della tredicenne Mei Lee, alle prese con i cambiamenti dell'adolescenza e con una madre iperprotettiva, che ogni volta che si emoziona troppo si trasforma in un gigantesco panda rosso.

Quanto dura Red?

Il film dura 100 minuti.

Red è adatto ai bambini?

Si rivolge soprattutto ai ragazzi più grandi e agli adolescenti. Con i più piccoli è meglio guardarlo insieme e poi parlare dell'adolescenza, che è il tema centrale del film.

Chi ha diretto Red?

Lo ha diretto Domee Shi; il titolo originale di questo film d'animazione americano è Turning Red.

Chi doppia Mei e sua madre nella versione originale?

Meilin Lee ha la voce di Rosalie Chiang, mentre sua madre Ming è doppiata da Sandra Oh.

Vale la pena infilarsi sotto la pelliccia rossa?

Secondo me, assolutamente sì. Red è quel tipo di animazione che fa sbellicare i figli, mentre il genitore, a metà film, si ritrova con un nodo in gola. È rumoroso, a volte troppo, ma è onesto, coraggioso e divertente, e parla di cose su cui la maggior parte dei film per famiglie preferisce tacere.

Se in casa c'è un adolescente, o se ricordate ancora cosa voleva dire esserlo, questo film non va perso. Io lo considero tranquillamente una delle opere più personali dell'animazione moderna, e non mi dispiace affatto che mi abbia lasciato l'anima un po' pelosa.

Voto: 8,7/10 · Storia 8 · Recitazione 9 · Regia 9 · Immagini 9 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 9