Annabelle, la recensione: la bambola più spaventosa del cinema non muove un muscolo
Ci sono bambole che non toglieresti dallo scaffale nemmeno in negozio, e poi c'è Annabelle, che qualcuno ha pure pensato bene di regalare. La comprimaria più memorabile de L'evocazione nel 2014 si è presa un film tutto suo, e se il suo volto resta perfettamente agghiacciante, la storia costruita intorno spesso si limita a bussare educatamente invece di sfondare la porta. Detto questo, per una serata d'autunno piovosa può funzionare sorprendentemente bene.
Un horror con bambola atmosferico e realizzato con mestiere, ma troppo prevedibile: deve la sua fama più al volto di porcellana della protagonista che alla sceneggiatura.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 02/10/2014 |
|---|---|
| Regia | John R. Leonetti |
| Cast | Annabelle Wallis, Ward Horton, Tony Amendola, Alfre Woodard, Eric Ladin, Kerry O'Malley |
| Genere | Film horror |
| Durata | 99 min |
| Paese | Film americani |
Un regalo che era meglio restituire
Lo spunto è classico, quasi da manuale. John Form sorprende la moglie incinta, Mia, con una bambola d'epoca. Un pensiero gentile, almeno finché una notte la casa della giovane coppia non viene invasa dai membri di una setta satanica. Dopo l'aggressione non restano soltanto sangue e dolore, ma qualcosa di molto peggio degli intrusi stessi: in casa si scatena una forza, e quella forza ha un volto. Il volto di Annabelle.
Questo è quanto conviene sapere prima di sedersi, e a dirla tutta basta e avanza. Il film non punta sui colpi di scena, ma su quella sensazione che stringe piano piano: la casa che credevi sicura, per giunta nel pieno di un'attesa, diventa all'improvviso territorio ostile. La combinazione tra la futura madre vulnerabile e la minaccia invisibile è una ricetta horror antica e collaudata, e il film non fa nulla per nascondere da dove attinge.
Mia, John e la bambola che ruba la scena a tutti
Nel ruolo principale Annabelle Wallis interpreta Mia, e già l'omonimia è una di quelle piccole battute cosmiche su cui la troupe avrà riso parecchio. Wallis è simpatica e credibile nei panni di una donna sempre più ansiosa e sempre più sola, e gran parte del film si gioca proprio sul suo viso: lo vediamo trasformare il sospetto, poco alla volta, in certezza. Accanto a lei Ward Horton è John, il marito pieno di buone intenzioni ma un po' messo in disparte, un personaggio a cui purtroppo non vengono concessi molti strati.
Tra i comprimari spicca l'Evelyn di Alfre Woodard, una di quelle attrici capaci di dare peso a una figura in un paio di scene. Tony Amendola è padre Perez, l'immancabile sacerdote di ogni horror che si rispetti, Eric Ladin è il detective Clarkin, mentre Kerry O'Malley e Brian Howe compaiono come i coniugi Higgins. Un cast ordinato e ben assortito, ma diciamolo chiaramente: lo spettacolo se lo prende comunque la bambola, che non muove un solo muscolo del viso.
Dal mirino alla sedia del regista
Dietro la macchina da presa c'è John R. Leonetti, che in precedenza aveva lavorato come direttore della fotografia, anche su L'evocazione di James Wan, il film da cui nasce il personaggio di Annabelle. E si vede: le immagini sono curate, le inquadrature ragionate, la vecchia casa, i corridoi bui e la cameretta in penombra hanno esattamente l'aspetto che devono avere in un buon film di fantasmi. Leonetti sa dove piazzare la camera perché lo spettatore cominci a scrutare i bordi del fotogramma.
Dove invece si mostra meno sicuro è nel ritmo. Il film tende a costruire la tensione troppo a lungo con gli stessi strumenti, e quando l'esplosione arriva abbiamo già capito da che parte verrà. Sembra quasi che il regista si fidi più delle proprie immagini che della propria storia. Il che, in parte, è anche comprensibile.
Quando funziona: il terrore lento e silenzioso
Non siamo ingiusti: ci sono scene davvero riuscite. I momenti migliori del film sono quelli in cui non succede quasi nulla, c'è solo un oggetto fuori posto, un rumore che arriva dalla stanza accanto, la bambola che guarda in una direzione leggermente diversa da prima. Questo horror minimalista resta impresso molto più di qualsiasi spavento rumoroso.
- L'atmosfera: l'arredamento d'altri tempi e la palette calda ma opprimente donano parecchio al film.
- Il sonoro: scricchiolii, silenzi e rumori improvvisi sono dosati, a tratti, in modo magistrale.
- La bambola: semplicemente, splendidamente orrenda. Basta guardarla.
Dove inciampa: spaventi telefonati
Il problema è che il film ricorre troppo spesso allo strumento più economico, il salto sulla sedia accompagnato dal botto. Per un po' funziona, ma a un certo punto lo spettatore impara la coreografia e si rannicchia in anticipo, uccidendo proprio la sorpresa che dovrebbe generare la paura. La sceneggiatura, poi, è piuttosto schematica: i personaggi prendono la decisione sbagliata esattamente dove e quando il manuale dell'horror lo prevede.
Chi ha conosciuto questo universo con L'evocazione noterà quanto qui la famiglia sia meno profonda e meno amabile. Là si temeva per i personaggi, qui piuttosto per la propria tranquillità. I 99 minuti di durata, in compenso, sono piacevolmente asciutti e non tirano in lungo il discorso senza motivo.
Horror con bambola, uno degli incubi più antichi del genere
Perché una bambola di porcellana funziona così bene per spaventare? Perché è familiare, ha forma umana, eppure non è viva. Sta esattamente a metà strada, ed è proprio questa zona di confine a mettere a disagio. La storia del cinema è piena di questa paura, dal Chucky de La bambola assassina alle bambole appollaiate sugli scaffali dei vecchi film di case infestate. Annabelle si inserisce in questa tradizione e, nei suoi momenti migliori, se la merita.
Il motivo della gravidanza, poi, da Rosemary's Baby in avanti è una delle armi più potenti dell'horror: il corpo che non appartiene più solo a noi, il futuro minacciato, chi ci sta intorno che non ci crede. Il film sfrutta questa linea con abilità, anche se non la esaurisce fino in fondo.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama l'horror classico, da casa infestata, che si costruisce con calma, e a chi è già stato risucchiato almeno una volta dall'universo de L'evocazione. Perfetto per una serata in compagnia, luci spente e tende tirate.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca colpi di scena originali, personaggi profondi o soluzioni nuove resterà deluso. E naturalmente chi a casa ha una vecchia bambola seduta sullo scaffale.
Se ti piace, guarda anche: L'evocazione - The Conjuring (2013), Rosemary's Baby (1968), La bambola assassina (1988), Sinister (2012), L'esorcista (1973)
Domande frequenti
Quando è uscito Annabelle in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 2 ottobre 2014.
Di cosa parla Annabelle?
John Form regala una bambola d'epoca alla moglie incinta, Mia. Una notte i membri di una setta satanica irrompono in casa loro e, dopo l'aggressione, tra quelle mura si scatena qualcosa di terribile: Annabelle.
Quanto dura Annabelle?
Il film dura 99 minuti.
Chi ha diretto Annabelle?
Il film è diretto da John R. Leonetti.
Chi sono gli attori principali di Annabelle?
Mia Form è interpretata da Annabelle Wallis, John Form da Ward Horton; nel cast ci sono anche Alfre Woodard, Tony Amendola ed Eric Ladin.
Vale la pena far entrare Annabelle in salotto stasera?
Se non ti aspetti che reinventi l'horror, ma cerchi una storia di bambole ben fotografata, atmosferica e a tratti davvero inquietante, sì. Annabelle non è un capolavoro e non esce mai del tutto dall'ombra de L'evocazione, ma il volto di porcellana della protagonista è così iconico da sostenere il film anche nei suoi momenti più deboli. Spegni la luce, siediti e non guardare verso lo scaffale. Tanto lei ti sta già guardando.
